Il Creativo

“Impestadavacca schiffa sai cosa mi è successo st’inverno?!” Disse il Creativo seduto a un tavolo del bar della Falca.

“Cosa?” Chiese Bobla a lingua fuori aggiustando gli occhiali.

“Vacca ladra maledetta, son lì che spalo le piste a contra giù, il gatto va via con un filo di gas, arrivo dietro un dosso, non mi saltan fuori quattro vidmarini con quei cosi ai piedi?”

“Gli sci?” Chiese Bobla e prese il mazzo delle carte iniziando a mischiarle, la lingua fuori controllo, a penzoloni.

“Ma nò! Diotemanda, quelle…ciaspole, quei racchettoni da stare a galla nella neve. Sbalzo fuori dal dosso, la lama spianata avanti e sti quattro lì sotto, a piedi, nella scurita. Allora fermo il macchinario. Spalanco l’uscio della gabina e gli grido Ma di quella vaccaimpestataladdra e inzaccherata, vi sembra il tempo di andare in giro dietro le sponde delle piste!? Di quella schiffatradita!!”

“E loro?” Rise Bobla tanto che mischiava.

“Loro?!!” Il Creativo lasciò andare un pugno sul tavolo “Salta su una, che erano due uomini e due donne, salta su una, tutta infagozzata e mi crida E lei, le pare il modo di scendere a quella velocità e poi di bestemmiare a quel modo? Così mi ha detto quella donlina.”

“Ah ah” Rise Bobla “e te?”

“Io,” il Creativo quasi si alzò in piedi per spiegare meglio “sono stato lì lì che volevo sfrenare il gatto e stribiarli  tutti e quattro coi cingoli. Guardi che ho gridato maialavaccaimpestada laddra, le ho detto, Che non è una bestemmia, ma un termine tecnico! Così ho detto a quei poveretti senza pace. Poi ho richiuso l’uscio e con una gran spolverata di neve sono ripartito.”

“E loro?” Insistè Bobla slinguando e fissando le carte girare tra le mani.

“E loro sono rimasti lì, nella scurita, su per un monte, come i marzucchi che sono. Vacca lurida.”

“E poi?” Biascicò ancora Bobla.

“E poi,” ristette un attimo il Creativo “di quella porcellaladdraimpestataschiffa!! Le dai quelle carte che ormai hanno fatto la schiuma?!”

 

(Le pecore si contano a Maggio- Romanzo)