Sempre vinti Sempre ribelli

Dicono quelli della banda Liuzzi Bela Fuente siano apparsi, non arrivati.

Dicono si mollano le vesciche quando scendono in paese. Quando il rombo degli scarponi rintrona tra le case, si moltiplica sotto le volte, come zuccate d’ariete, scolorano le giornate quando arrivano. E il giorno, se ancora non ha capitolato, si affretta perché venga notte.

Dicono siano dieci, forse quindici, dicono siano solo cinque che fanno per dieci, venti anche. Dicono che Liuzzi, il capobanda, sia tornato perché ce l’aveva nel sangue, e dicono che il suo braccio destro, il gigante BelaFuente, tenga dita mozze infilate in un filo appeso al collo.

Dicono vivano chissà dove, che vengano da chissà dove e chissà dove vadano. Come se chissà dove, dopo che ci vivono quelli lì, fosse un paese, un villaggio forse, di case in legno intagliato a mano. Con cadaveri impiccati fuori da ogni casa.

 

(Sempre vinti Sempre ribelli- Letture con Staindubatta)