Liscio

Ormai lo sanno anche i piastroni dell’Ozola che d’estate fate: il gnocco fritto, la polenta e la torta di patate. Lo sanno anche le trote Di Rialbero. E va bene, se ne vendete delle cavagnate, fate anche bene. Però, sempre chiamare quei quattro ciocapiatti. Non è mica possibile, non è mica giusto. Quelli lì che fanno sempre quelle zinzonate, tutti gli anni, e il liscio poi. A me mi mette un magone il liscio, che quando attaccano di solito scappo, e Scandiuzzi, e Ringo Story e Galassi. Non è mica un lavoro possibile. Ce ne sarà di musica in giro da fare? Il liscio mi fa venire l’avilimento, l’ascra e l’ingustamento. Chiamate qualcuno che faccia della musica un po’ meglio, mica per dire, ma a me, se metteste su i dischi di David Bowie, io ci starei anche tutta la nottata alle vostre feste. Sarò che io mi sbaglio, perchè a me mi piace quello lì, che è bravo arabito, se lo ascoltate, mica balle.

 

(L’incantatrice di vermi –Romanzo-)