18 Lug I ragni mangiano solo zuppa
Si può davvero credere nel determinismo senza impazzire? Chiedeva quello. L’amore ci sbrindellerà ancora, solo questo farà, piangeva quell’altro. E io, io sono il sovrano, di un Impero, chiamato Merdasecca. Pallido uomo, a un pallido Sole, in pallido posto, pallido e tristo.
Il palcoscenico di tutti gli eventi cruciali dell’esistenza.
I ragni mangiano solo zuppa.
Come uno che precipita, nel vuoto assoluto, sbracciando e sgambando, da tre anni.
Radiazione cosmica di fondo, prima luce dell’Universo.
Armadgat forever e forever Armadgat. Un rantolo asfissiato.
Limuli, striduli, simili a tripodi, ma bipedi, in lividi limuli.
Alla base della fisica dei sistemi frustrati, ci sono gli stormi di storni.
“Non sono un romano pentito, sono Montano, trito muscaria in sacre coppelle e canto, con la voce degli ancestri” diceva Baruk, il Mago.
Sinossi ipercosmica, con pioggia meteoritica metaforica.
Persi nello sgranare informazioni distraenti. Peggio di quelli che vanno di notte, senza un lume, anche.
Con quanta ce n’è.
Ma loro, loro vengono da dove vengono. Sono buoni di scotgare la gente fino alle ossa, e poi gettarla via, senza neanche una fossa. Perché non hanno un minimo di arincrescimento. Ti mollano alla ventera. Stremnato, streplo e stringonato.
Un brillamento solare può pompare nel campo magnetico del nostro pianeta una tale quantità di energia da scatenare un enorme tempesta geomagnetica.
Traiamo origine dalla innata resistenza montana, una condizione di vita radicata fin nei tessuti, ineluttabile genetica. Tenaci uomini di vetta fronteggiano lo sfaldarsi dell’ecosistema. Insorgono contro un invasore calato dall’alto, che ha scavato le vette, perforandole e svuotandole, depredando, ratto.
Solstizio Marziano -Lettura