Sedla 2

Era appena prima dell’ora delle blatte, notte fredda, la persiana al primo piano si spalancò cigolando, una mano sbucò dal vuoto e la bloccò con un gancio ficcato nel muro in sasso. Più in basso, le pozze ghiacciate brillavano tra le piaggne dell’aia come occhi di vecchi orbi. Il vento raspava a folate come fosse affannato dopo avere solcato tutta la vallata in folle discesa, giù dalle cime. Dalla finestra buia giunse un rauco risucchio poi una corpulenta figura si sporse a controllare la nottata. Un fiotto fumante infranse il silenzio della notte scrosciando sui sassi piatti.

Dopo aver pisciato Sedla richiuse la persiana sbattendola un paio di volte per serrarla. Poi tornò a letto.

(Le pecore si contano a Maggio- Romanzo)