13 Giu Porko Parko
E poi i monti, c’è anche pieno di monti qua attorno, come creste di antichi rettili. E son sicuro che se ne stanno lì a ridacchiare quando guardano a volta giù, ridacchiano di noi che presto schiatteremo e loro resteranno lì a godersi l’immota eternità. Ridacchiano di tutti quelli lì, che vengono fin qua per ammirarli, fotografarli. Ci sono voluti milioni di anni perché un rivo d’acqua li scalfisse, e cosa è successo? Più il fiume scavava, più loro si facevano alti, e altezzosi. Che schifo. Tutte le volte che tira un terremoto guardo fuori dalla finestra, mi scordo persino di scappare di casa, scatto e spio oltre i vetri che ancora vibrano, prego per vedere i monti frantumarsi, sospiro sperando di vederli precipitare. Qualche volta sto su il mattino e fino a che non butto un occhio fuori e li vedo ancora là, spavaldi e accostati l’un l’altro, continuo a ripetermi ‘Dai che c’è una bella spianata al posto di quelle creste. Dai.’ Mai che succeda una volta.
Porko Parko -Lettura