06 Gen Stracco
Calocchia da Cà di Strèk era salito fin sul monte e poi si era messo a sberciare:
Se mi stracco
mi stravacco
in un bivacco
ci stramazzo,
ma se in piedi riscatto
poi mi stracco
e mi stravacco
in un bivacco
e se incappo
in un altro stracco
non mi stravacco
nel bivacco
che l’ha preso l’altro stracco,
e io mi fiacco
senza un bivacco
così stracco
più dell’altro stracco
che a guardarlo ha del polacco
agiacato nel mio bivacco,
e io son sempre più stracco
e anche fiacco
in agonia per il bivacco.
Poi era tornato giù dal monte e quando uno gli aveva chiesto come si intitolasse quella poesia che aveva declamato dal monte tanto forte che lo avevano sentito fin in piazza, Calocchia ci aveva pensato su “Si intitola, Acco” Aveva sussurrato tutto aulico.
(Le pecore si contano a Maggio- Romanzo)