Nebrascra, nona puntata

Dialetto, diletto, idioletto.

Non so mica da dove saltano fuori certi suoni, che quando lo parli, stretto e arcaico, se lo sai parlare, sembra qualcosa come una specie di lingua del nord europa, stondata e musicale, secca e schietta. E da questi suoni, assonanze, musicalità ancestrali, viene poi fuori anche un posto, un luogo, geograficamente collocabile su una mappa, ma a ripensarci emerge anche un non luogo, che ricorda un territorio collocabile su una carta geografica, o una sensazione non collocabile su una carta dell’animo. Il Nebraska a me richiama i film western guardati con mia nonna, per ore, evoca un clima freddo e sferzato da venti, monti solitari in pianure sconfinate, mi stringe una cosa alla gola, come una nostalgia, un ché di mancanza, di perduto forse, ma in fondo, anche felice. Un sentimento che in quella lingua primeva, si chiama ascra.

E allora, tutte quelle parole che sono entrate per un verso da un microfono e sparse per un altro verso in onde radio, non sono altro che Nebrascra.

Geograficamente inquieto, moralmente allegro e nostalgico.

Nona puntata, andata in onda su Radionova, il 3/12/2017

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