Nebrascra, ottava puntata

Nello sparlottare sconnesso di alcune persone, spesso si può intravedere l’inutilità della parola quando utilizzata come frammentario discorrere, come aggettivatura del niente, come intercalare del vuoto che spaventa. Discorsi buttati lì come croste ammuffite.

No c’è silenzio più agghiacciante dello scrollante chiacchiericcio dei social network. Non c’è vuoto più dilatato di quello creato da parole buttate lì tanto per imbastire un discorso, una sorta di ragionamento che parte dal niente, composto di niente e che porta a un niente ancora più vasto.

Il segreto starebbe nell’introdurre, in una qualche fase della vita di una persona, l’obbligo di almeno un anno di silenzio assoluto. Così, tanto per istituire una sorta di bilancia mentale che possa pesare ciò che vale la pena dire da ciò che fa pena dire.

Ottava puntata, andata in onda su Radionova, il 26/11/2017

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