La banda Liuzzi Belafuente

Quando quelli della banda Liuzzi Belafuente se ne andarono l’uomo restò in ginocchio sul pavimento della cucina. Una mano premuta da un lato della testa, il sangue correva caldo e scuro tra le dita picchiettando a terra in grosse gocce.  Tello della Domè lacrimava in silenzio, il pensiero a moglie e figlio spersi nei boschi. Il sangue allagava il pavimento e Tello, dolorante arreso e ferito, pensò che non avrebbe più avuto la forza di sollevarsi da lì. Mai più. Come se oltre a mozzargli un orecchio, quei banditi gli avessero spezzato le gambe, o qualcosa di più profondo, nel midollo, o nell’animo.

(Le pecore si contano a Maggio –Romanzo-)