09 Nov Lettera a Michael Stipes dei REM
L’altra sera mi ha chiamato Dj Nibbio di andare in radio che aveva un disco da fami ascoltare. Arrivo giù e lui è già dietro bollire della muscaria, che ha detto gliele aveva lasciata Trasatti degli Antazzardar. E poi, na volta cotta, l’ha colata e l’ha usata per allungare l’Amaretto di Saronno. Allora, Nibbio pianta su un tuo disco, Monster si chiama, il disco. E dalle nove a mezzanotte passata ascoltiamo sempre quella canzone che Nibbio dice si intitola “Qual è la frequenza Kennet?”, non facciamo niente altro, ascoltiamo tanto che Nibbio ingola quel bibitone.
Allora Michael, a notte fonda gli dico “Vè, Nibbio, ormai sta solfa la so a memoria, è ora che smorzi e andiamo in bolla.” Così usciamo dalla radio e seduti nella panchina della piazzetta ci sono due forestieri, in ciabatte e braghe corte, due che prendono il fresco.
Nibbio, che era davvero in stribbio, parte a sassata, grinfia uno per il colletto della camicia e inizia a stabicciarlo gridando “Qual è la frequenza Kennet? Qual è la frequenza, Kennet??!”
Oh, Michael, mi ci è voluta tutta a strascinarlo via.
Allora, siccome che con sta faccenda mi sa che Nibbio è scarambolato del tutto, non è che potresti fare un comunicato e comunicare ufficialmente quale cazzo è sta frequenza?
Che Nibbio non ci salta mica fuori da sto dilemma.
(Antazzardar -Letture-)