Ritorni Proustiani

 

 

Una volta, a quella radio lì, parlavano di sta faccenda, i ritorni Proustiani, che te magari un mattino sei lì, prima di andare a lavorare, per esempio, e pizzi un biscotto nel latte, poi lo abocchi, e come per magia tra il sapore e il profumo, ti riviene in mente delle cose della tua infanzia, delle immagini e sensazioni che neanche ti ricordavi di aver visto e provato. Delle cose così insomma.

Io subito ho pensato che potrebbe anche essere vero, bisognerebbe provarci magari, è che io, adesso, prima di andare a lavorare, se bevo una tazza di latte, che sono vent’anni che non ne bevo di latte, al massimo se lo bevo, mi viene un fiuzzo che sto in bagno tre ore.

E dopo, a lavorare, chi ci va?

Quelli della radio? Ci va Fulminatti, quello della radio, a lavorare al mio posto?

O ci va Marcel Proust?

Si vede che lui il latte lo aveva continuato a bere anche da grande. O si vede che da grande, Marcel Proust non aveva altro da fare che fare degli esperimenti con il latte e passare le giornate sul cagatore.

 

(Carta da lettere- Quaderno)

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