19 Gen Ritorni Proustiani
Una volta, a quella radio lì, parlavano di sta faccenda, i ritorni Proustiani, che te magari un mattino sei lì, prima di andare a lavorare, per esempio, e pizzi un biscotto nel latte, poi lo abocchi, e come per magia tra il sapore e il profumo, ti riviene in mente delle cose della tua infanzia, delle immagini e sensazioni che neanche ti ricordavi di aver visto e provato. Delle cose così insomma.
Io subito ho pensato che potrebbe anche essere vero, bisognerebbe provarci magari, è che io, adesso, prima di andare a lavorare, se bevo una tazza di latte, che sono vent’anni che non ne bevo di latte, al massimo se lo bevo, mi viene un fiuzzo che sto in bagno tre ore.
E dopo, a lavorare, chi ci va?
Quelli della radio? Ci va Fulminatti, quello della radio, a lavorare al mio posto?
O ci va Marcel Proust?
Si vede che lui il latte lo aveva continuato a bere anche da grande. O si vede che da grande, Marcel Proust non aveva altro da fare che fare degli esperimenti con il latte e passare le giornate sul cagatore.
(Carta da lettere- Quaderno)