01 Nov Selvatica
E’ in uno slargo sottratto ai boschi in cui viviamo. Uno slargo nel quale scomparire è un piacere.
Siamo selvatici inurbati, di un colore insurrezionale, schietti di pecora, vibranti in bassa fluorescenza, sgarrati all’apparenza.
L’esegesi di crinale, di un gradiente selettivo alienato, come lupi smagriti in cerca di un futuro sbrindellato.
La deriva è rotta. Nello sfarzo lucido di leggi calate dall’alto in prospettiva disgregativa, tutto si fa buiarone tutto è disabitato, e c’è solo il rodere delle blatte.
Colonizzatori sempre nuovi, fautori della gretta invasione, artefici di un’apocalisse a mancanza. Gente che ha involgarito questi posti al punto da renderci ridicoli.
Rimane solo l’indole selvatica che sciaguatta in fondo a un secchio. Rimane, non cede, si sa. Le città sono per gli stupidi.
E in cupi bagliori di un mondo che si sfilaccia, ha qualcosa di epico tutto ciò.
(La vita selvatica -festival- lettura)