Buiarone

…..Esplosione a innesco casuale, innesco di crinale, dal risultato sfiancante, come rumore di corpo che precipita e poi ruzzola per metri, a duecento chilometri orari. Come dopo l’epoca delle grandi guerre tra Caudati. Guerre tra topi e rospi. Vacche e nutrie. Lupi e serpi. Scoiattoli e cavalli. Ghiandaie e faine. Umani e mosche. Onde di specializzazione seguite da rilassamento della pressione selettiva e successiva radiazione. Fattori determinanti per farci saltare fuori da questo bordello. Per portarci dal punto A al punto B permettere alla band di suonareinciderebuttarfuori questo album. Di uno stato mentale sorto dopo epocali conflitti, tra gli amanti dal tutto e gli avvinti dal niente. I sognatori discosti e i piediterristi accaniti. Gli antigravitazionali e i gravosi del fare. Gli eterni assenti e i materialisti efferati. Star qui a fare? Parlare di domini quadridimensionali, di miriadi di svolte in multiversi temporali, privi di una cartellonistica chiara e precisa? Parlare della spossante esistenza di un corpuscolo cosmico, infinitesimo, che ti attraversa l’anima a velocità prossima quella della luce, lanciato in supposti tessuti animosi, incrostato di dolore e emotività provata, così da uscirne, pesto e sfatto. Far luce su anime discoste? Messe da parte, accostate a un angolo del torace, strette, contro ossa e tendini, pressate in buio angolo anatomico, per far posto a una supposta, pretenziosa, stomachevole, disdicevole anche, felicità? Nella vita, lo sanno anche i sassi, non c’è equilibrio, ma solo brevi o prolungati stati di comodo o disagio. Accatastati gli uni agli altri. Sulla linea temporale. Vinto. Schitarrante o scatarrante. Terza traccia. Sulla pista di Nebrascra…

(Buiarone- Racconto)