23 Ago Caneparlante
“Posso entrare?” Sussurrò il Caneparlante.
“Se non ti manca altro.”
Seduto in cucina, il Caneparlante continuava a guardarsi attorno, lo stecco in bocca.
“Cosa c’è?” Chiese il Fritturatore dopo un po’.
“Cosa c’è?!” Sbottò il Caneparlante “Hai visto che lavoro in paese?”
“Che lavoro?”
“Stanno arrivando. A frotte. Una anche ieri. L’ho vista scendere dalla corriera delle cinque, nella scurita. Con una borsina in mano e una sciarpa al collo a mascherare la faccia. Come un bandito. Andiam male, te lo dico io.”
“Vuoi dire?”
“Voglio dire?” Il Caneparlante incavallò le gambe attorcigliandole “Ma sei orbo? Siete tutti orbi? Vabè che io, con quello che ho visto… lo sai come mi chiamavano negli ambienti, a me?”
“Negli ambienti? Che ambienti? Io so che in paese ti chiamano Caneparlante.”
“Ah, lo sai?!”
“Vuoi da bere” Disse Il Fritturatore ancora in piedi, la pancia appoggiata al tavolo.
“Sì sì. Vè che la situazione è grave. Te lo dico a te.”
“Un cordiale, va bene?” Posò sul tavolo la bottiglina che aveva cavato da un armadietto appeso al muro.
(Caneparlante -Romanzetto)