Freva

Nell’ufficio il telefono gridò come fosse stato calpestato.

“Pronto centro servizi Parko SIO!” Urlò l’operatore dopo avere sobbalzato sulla sedia dietro la scrivania.

“Pronto!” Una voce lansante di là.

“Sì! Mi dica.”

“Siete quelli della SIO?”

“Si? Ufficio servizi. Mi dica, cosa succede?”

“Ma voi non le sentite ste tremarlate?”

“Cosa?”

“Qua ci si sente!” La voce sfinita di uno aggrappato a due mani alla cornetta “Qua vibra tutto!”

“Si calmi, signore. Intanto mi dica il suo nome” L’operatore prese una biro e spostò un foglio sulla scrivania.

“Cosa vuoi nomare! Son Freva, della Valla. Ecca, allora, non sentite ballare anche voi?”

“Ma, mi scusi ancora, ballare?”

“Evè! Tutta na vibrazione, un tremore!”

“Intende una scossa di terremoto?”

“Macchè! Cosa vuoi terremotare! Ne ho sentiti di quelli, ne era dato uno una volta che mi si era crepata una zuppiera dentro la credenza. Ma mica balle! Prima si era sentito come un tuono, come una rodellata di sassi, poi, tutt’a un colpo un scossone da cagarsi addosso! Quello sì che era un terremoto!!”

“E invece lei oggi cosa ha sentito?” L’operatore appoggiò la schiena alla sedia.

“Oggi?! Saranno due mesi che vanno avanti!” Qui stanno raspando da sotto, ve lo garantisco io. Raspano, scavano. So una sega! Fatto è che si sente stremarlare la casa, come se dei topi la tritassero dalle fondamenta! Ma voi non sentite?!”

“Veramente, no. E nessuno fino ad ora ci aveva segnalato alcunchè.”

“Ma maledissa al diavle! Eppure qua ci si sente da prendere paura. Crok crok crok!! Così si sente! A sta maniera.”

“Se mi lascia l’indirizzo completo posso mandare un collega per sincerarsi che tutto sia a posto.”

“Ma vacca schifa! L’indirizzo!? Son Freva! Della Valla! Viene un suo collega e cosa fa? Sta qua a ascoltare nei muri delle mezz’ore? Non sono mica chiurli quelli lì, smettono appena arriva e quando se ne va, ricominciano!”

“Va bene, senta, credo di avere capito.”

“Ah hai capito!? E cosa hai capito!?”

“Mi lasci il tempo di fare un paio di telefonate e le mando qualcuno.”

“Ma allora sei zucco?! Se venite qua la piantano di rosgare! La capisci o no?!”

“E io cosa devo fare allora?!” Strillò l’operatore disperato.

“So una sega io!”

E la comunicazione si interruppe.

 

(Viene sera a casa di tutti –Romanzo in attesa-)