16 Dic Imboscata
“Cammino su strade lastricate, tra case buie, mi allontano in fretta, sparisco nelle tenebre, il cappotto allacciato fin sugli scarponi, lo straccio a sfigurarmi il volto. Ripenso ai lamenti, le proteste velate e sommesse di chi mi ha avuto di fronte. A chi non recalcitra alla vista del cappotto con la morte dentro, a chi non trema alla vista dello straccio che mi sfigura, chi non fugge davanti le mani spaccate e sanguinarie, chi non si accuccia alla mano armata, al Sergente dei Cani Rabbiosi.
Notti tra rovi, giorni acquattato in anfratti, passaggi scabrosi, fiumi risaliti e boschi perforati, e un giorno, ecco schiudersi la vallata, cupo rumore del fosso in piena, i paesi buttati sulle rive scoscese come strisce raggrumate di sporca calce rappresa.
A casa. I miei uomini si radunano pronti a colpire. Gli agenti SIO non possono più nulla, scompariremo tra foreste e anfratti. Dall’intrico vegetale sbuchiamo sbaragliando i loro convogli, processiamo e giustiziamo i superstiti, senza mai dire una parola. Il nostro muto tribunale è fin troppa cosa per loro. Sfiliamo tra loro nella notte, scivolando lungo il paese, silenziose ombre di tenebra che li guatano. Non ci vedrebbero neanche vedendoci.
Avete trovato i vostri agenti impiccati. Scoiati, poi appesi, che ancora rantolavano, che ancora avrebbero avuto qualcosa da dire. Li abbiamo sorpresi in Arbisciara, poco sopra il fosso, vicini all’ingresso di una galleria anura. Tre agenti SIO, monitoravano qualcosa con sciocchi strumenti antennuti. Gli siamo stati addosso, e loro ci hanno guardati come non potessimo esistere, come fossimo apparsi in un mondo nel quale la nostra essenza non può avere sostanza. Gli abbiamo aperto le pance, con lunghe lame, e mentre sbrodolava tutto fuori, mentre gli organi si allungavano a terra, li abbiamo strozzati e tirati in alto. Ma non li avete trovati così, vero? La notte che hanno passato appesi, alla ventera, gli anuri sono sgusciati fuori da sotto, e li hanno sbranati. Questo è ciò che è successo, avete trovato i vostri uomini a terra! Masticati da quelle fauci ossee, le ossa scarnificate dalle unghie anfibie. Gli anuri si sono nutriti dei visceri dei vostri uomini, dei loro alleati…
…a tutti i reparti SIO, abbandonate le aree a ‘Protezione integrale’ allontanatevi ora, rintanatevi nelle vostre caserme, perché i Cani Rabbiosi stanno per calare sulla infezione anura come vento mortale, è l’ultima occasione che avete, a tutti gli agenti in ascolto, so che mi ascoltate, da tempo, sciogliete il patto anuro, ritiratevi, abbandonate i presidi innanzi ai tunnel di scavo.
Che tutti sappiano…
Qui è il Sergente, dei Cani Rabbiosi che trasmette, Appennino nord Occidentale…”
(Cani Rabbiosi -Podcast-)