Incursione

A Baruk il Mago, di un’incursione non autorizzata oltre le regole

 

La vita è un’agonia. Un’agonia proprio, fatta, e finita.

C’era uno che diceva che tanto, tutto quello che si dice, più o meno si è già detto, e tutto quello che si fa, anche. Solo quello che si patisce cambia un continuo.

E il problema, come abbiamo avuto modo di comprendere, sta nelle persone. Perché quando conosci le persone, quando le incontri e ci entri in confidenza, e magari vuoi anche loro del bene, quando fai un passo verso di loro, ecco, è proprio allora che ti dovrebbe saltare in testa quello che aveva detto quel tizio. Che lui raccontava di una scatola e di un gatto chiuso dentro. Lo stesso vale per le persone. Dentro ogni persona è come se ci fosse un gatto, ma tu, fino a che la persona non si apre a te, non lo sai cosa stia facendo quel gatto. Non sai neanche se sia vivo o morto. Ecco, in quel momento lì, con quel dubbio lì, il Multiverso, le infinite possibilità si concretizzano. Perché quello che c’è dentro la persona, che abbiamo ammesso sia un gatto, può essere assopito, giocoso, amorevole, soffiante, graffiante addirittura. Vivo e quieto, o morto stecchito.

La vita forse è anche un po’ tutta così, un aprirsi per poi soffrire. Due piani incompatibili, come la relatività generale e la meccanica quantistica, incompatibili, in apparenza.

Perciò, contravvenendo ai tuoi insegnamenti, abbiamo risolto che l’unica strada che ci si apre davanti è il: fare affiorare. Visioni, constatazioni, ansie, paure. L’unica strada, è la rottura della prevedibilità nel collasso psicoemotivo.

 

(Artropodi Androidi –Lettura-)