06 Gen La cicatrice pulsa
“…la cicatrice pulsa. Uno sbrego ricucito malamente da un vecchio chirurgo, un uomo morto, morto prima ancora di mettersi all’opera con le mie carni. Ha cavato fuori il vostro proiettile, lo ha estratto con una lunga pinza, tra pus e tessuti infetti. La cicatrice pulsa, batte e si infiamma, anche le mie budella premono per insorgere…
Non c’è direttiva che ci possa piegare. Né scontro armato che ci farà capitolare. I cadaveri dei Cani Rabbiosi caduti bruciano in fretta, in pire furiose nel cuore dei boschi. Ma altri ne arrivano, si uniscono a noi, contro la colonizzazione, la deriva. Abbandonano case, scavalcano i reticolati stesi dalla SIO per occludere l’orrorifica opera dei mostri anuri. Il vostro governo dei territori, altro non è che apposizione di linee di forza che attraversano i corpi, li soverchiano.
Molti, arrivano. Dicono si muovano su monti e in piano, in valli e pendici e li abbiano visti marciare ovunque. Al Bottaccio, nelle buche di Cavalbianco, al canale dei Lavacchielli, alla Dispensa, al Canale dei Morti, giù per lo Schiocco di Mabak, ai Violi, ai piani della Brina, in Arbisciara, a Costalunga al Martinaccio, in Gambarotta e a Lama Lite, al Lamastrone alla Strepara e nei bocàri, in fondo alla Corea.
Colonne in marcia fanno frontiera. Dardi incendiati schiariscono il buio mondo anfibio. La rivolta è essenza di vita. Crepita la fucileria abbattendo anuri in fuga, si susseguono esplosioni, crolli nelle gallerie a seppellire un vacuo mondo melmoso e gracidante.
Sappiate, la nostra vendetta sarà specchio della bestia partorita da voi.
Niente e nessuno potrà fermarci, mai. La morte, anche.
Sergente della Pattuglia Cani Rabbiosi, Appennino nord Occidentale, a chiunque sia in ascolto……”
(Cani Rabbiosi -Podcast-)