LamaLite

Son poi passati dei mesi, era d’Aprile, in officina viene su uno di quei consiglieri comunali, giovane come mio nipote Brino, uno scazzifero del genere, viene lì e attacca con la solfa del ‘festival d’arte’ e so un cazzo io, che hanno organizzato in paese e via là. E vabè, gli dico, vengo, leggo due poesie, smonto dal palco e vado dritto a casa, che io di sceneggiate non ne ho mica voglia. Son giovani, mi ero detto, bisognerà dargli na mano, che son tanto giovani che chissà ancora cosa si credono.

Allora lì verso la fine del mese vado a sto ‘festival’, che avevano messo su un palchetto lì nel prato davanti la sede del Parco. Mi siedo in una sedia in disparte e quando smonta giù quella che da un’ora ranghinava e leggeva dei pezzi del suo libro con un sorriso ignorante stampato in faccia, monto su io e dico che la prima poesia si intitola “Quattro stracci” e lo dico in italiano perché vedo che tra il pubblico c’è più gente di fuori che altro. E spiego che la poesia è dedicata a due mastorchi che una notte avevano piantato una tenda nel campo dove mio zio Teròr coltivava il radicchio.

 

Poesia: Quatre stresc

Raghesc,

aracatè chi quatre stresc,

an me fe vgnir la fotta

av teg pri bisc e av butt ed zotta

an me fe vgnir la freva

cav chiok tutch du a la ventera

an me fe vgnir la fiacca

av pist ed sott anc la giacca

an me fe andar in fumana

cav tir dre na tomana

an me fe arabir

perchè mà av fasc inorchir

an me fe tribolar

che e brutt lè là d’arivar

an me fe rincresre

che tutt o pel essre

raghesc,

racatè chi quatre stresc

(Poesia: Quattro stracci/ragazzi raccogliete quei quattro stracci/non mi fate arrabbiare, vi prendo per i vestiti e vi butto di sotto/non mi fate venire la febbre/che vi metto tutti al vento/non mi fate stancare/che vi butto di sotto anche la giacca/non mi fate infuriare/perché vi tiro dietro un divano/non fatemi arrabbiare/perché vi metto sull’attenti/non mi fate tribolare/che il brutto è lì per arrivare/non mi fate dispiacere/perché tutto può essere/ragazzi/raccogliete quei quattro stracci)

(LamaLite- Racconto)