Letture

“A Woodstock mi chiamavano Tangomen” dice George, poi mi assicura che per smettere di fumare bisogna bere un bicchiere d’acqua di prima mattina, e un sorso ogni volta che viene voglia di fumare. E quando l’esigenza si fa dolorosa, fumare un terzo di sigaretta, tagliata con le forbici. Sotto un cielo ora slavo di nuvole, la scatola aperta sul tavolo, Craig e Sophya si presentano a una lettura, neanche seguono la traduzione sui libretti, ascoltano, e basta. Moses passa un pomeriggio a insegnarmi a preparare un Cowboy coffe, poi si chiude in camera.

Leggo, schietto, e quelli che ascoltano mi guardano come se dicessi che nella scatola conservo una foglia, raccolta su Marte. Noah, da Wendy’s Subway, impacchetta libri mentre leggo, lo scotch sfrigola e si straccia in grida collose, non c’è nessuno, a parte dei ragazzi che gridano dall’altra parte della strada, ammucchiati sul cofano di una macchina, la musica a fucilata.

Mentre torno a casa, sfrantumata anche la maniglia della scatola, è notte, grassi ratti si rincorrano nel sottosuolo tra i binari oscuri.

 

(Grafton e altri posti di merda negli Stati Uniti d’America)