L’incollatore

“I Piq potenziano di mille volte le capacità di trasmissione e la durata dei microchip”. Pubblicizza la Glue Enterprise su tutti gli oloschermi del pianeta.

“I Piq sono biologicamente pericolosi e contaminanti per gli acidi ribonucleici umani”.  Fanno eco i Gaiani ed i movimenti ambientalisti.

Idiozie le une e le altre dico io. Ho il mal di pancia. Lavoro ad orari e ritmi massacranti ed odio i Piq perchè sono mollicci, scivolosi ed insignificanti. Me ne frego della funzionalità dei loro microchip, me ne frego della loro linea di alta produttività e me ne frego anche di quegli acidi ribo…qualcosa. Porterò a termine questo insopportabile turno, poi mi farò una doccia lavandomi con le polveri sterilizzanti che la Glue, con tanta premura si raccomanda di utilizzare, tornerò a casa e proverò a mangiare qualcosa. Uscirò e mi ubriacherò, come ho fatto ieri notte, forse anche di più. E’ l’unico modo che io conosca per potere dimenticare per un attimo tutto questo schifo.

Appoggio il rasoio e la schiuma da barba nell’armadietto. Io incollo quelle merde aliene sui loro pezzetti di plastica e gli acidi ribo…nucleici neanche so cosa sono. Controllo che i loro tentacoli combacino con le superfici della piastrina in plastica e basta, altro che contaminazioni.

Ho la bocca ridotta come la cuccia di un cane.

Vadano a farsi fottere i Gaiani e tutti i movimenti che lottano per il ritorno ad una ‘Terra Madre’. Figuriamoci se quelle amebe possono attaccarmi qualcosa, a parte farmi perdere la calma con il loro strisciare idiota. I Gaiani hanno persino mendicato le nostre firme per far cessare l’uso dei Piq. Ma io mi dico, non hanno niente altro da fare che andare in giro a portare rogna e a profetizzare catastrofi? Se ne stanno lì, lungo le strade a predicare i loro inutili sermoni, come se qualcuno li ascoltasse. Infilati nelle loro verdi tuniche, i polsi circondati da massicci anelli di rame…..Che vadano a lavorare! Coltivano prodotti naturali nei loro orti, li annaffiano con speciale acqua sottoposta a chissà quali filtrazioni magiche, allevano polli e conigli ai quali danno da mangiare solo alimenti ‘naturali’. Ma dove li vanno a trovare gli alimenti ‘naturali’? Il pianeta è difeso da una fascia di ozono sottile quanto l’elastico delle mie mutande, nel sottosuolo della città i mutanti prolificano più dei topi ed un giorno eromperanno dai tombini per divorarci tutti. Per banchettare con le nostre carni biancastre. Cosa stanno lì a menarsela i Gaiani? Sperano di poter tornare indietro? Quando potevi uscire di casa senza spalmarti di crema anti solare, o quando bastava un ombrello per proteggerti dalle piogge? Che vadano fuori in una giornata piovosa senza un para acidi, ogni goccia che li colpirà scaverà gallerie infiammate sulla loro pelle. Pazzi…….e io dovrei firmare le loro farneticanti petizioni, così da finire per essere tacciato di fomentare scioperi e rivolte nella Glue Enterprise.

Il dentifricio mi ha congelato bocca e gola, come è brutto risvegliarsi dopo nottate simili. Che poi risvegliarsi è una parola grossa, qualche minuto buttato sul letto, semi vestito, il tempo di socchiudere gli occhi. Il trillo della sveglia parte, prima lontano, come se provenisse dal cubo alloggio accanto, poi ti penetra in testa con la forza di un aviogetto con i motori spinti alla massima potenza. Per un istante ti sembra di dondolare in sincrono con quella suoneria tonante. Un incubo. Ogni nuova mattina è un incubo. Ogni notte una breve fuga, uno spiraglio sul nulla e del quale nulla ricordi, se non puzzolenti volute di fumo, amaro sapore di bevande sempre diverse, luci basse e musiche ovattate.

Maledetta pancia, mi brulica l’intestino come se avessi inghiottito un’anaconda. Chi mai si giocherebbe il posto di lavoro per dare credito a quegli invasati dei Gaiani che mangiano patate coltivate nei loro orti? Due settimane fa si sono addirittura presentati nel piazzale antistante la Glue, impugnavano cartelli di  protesta contro l’uso dei Piq, i soliti cartelli, la solita solfa riguardo le mutazioni che il contatto con i Piq determina negli acidi ribonucleici….

Maledizione! Mi è caduto lo spazzolino. Ho i riflessi rallentati, mi tremano le mani……devo piantarla di bere così tanto e dormire poco…… non ho neppure voglia di raccogliere……lo spazzol…… la pancia. Oddio che male……….!!!

 

Quattro dita più in basso rispetto l’ombelico di Leonard Burke, incollatore, si forma una grossa bozza. La pelle prima lucida e tesa, si tende come se dall’interno un’improvvisa emorragia di fluidi premesse per uscire, poi il tessuto si lacera. Nessun dolore, solo il raccapricciante rumore della carne squarciata e i tonfi delle gocce di sangue che precipitano sul pavimento. Sotto lo sguardo incredulo e terrorizzato di Burke, un lungo, tubuliforme, verde e molliccio tentacolo fuoriesce dallo strappo nel ventre dell’uomo. L’appendice ameboide si allunga diretta al suolo, poggia il suo apice appuntito sulle mattonelle e prende a strisciare. Burke non emette un fiato né alcun pensiero transita nella sua testa. Il cervello dell’incollatore ridotto ad un atterrito deserto neuronico.

Il tentacolo raggiunge lo spazzolino caduto poco prima. Lo avvolge e si ritira trascinandolo con se.

Leonard Burke crolla svenuto.

La verde appendice prosegue nel suo molle e difficoltoso strisciare, risale lungo lo stelo del lavandino, si allunga oltre il bordo del lavabo e vi lascia precipitare lo spazzolino. Poi compie a ritroso il suo percorso. Adesivamente, lentamente.

Sino a scomparire nel ventre stracciato di Burke.

 (L’incollatore -racconto-)