09 Dic Orrendi gracidii
“…siamo penetrati. Calati attraverso un loro pozzo di aereazione. Strisciando in quello che sembrava un petroso esofago. E loro erano là, occultati nel buio, adesi al soffitto e alle pareti, in attesa, pronti a assalirci, scovati dai nostri coni luminosi. Abbiamo aperto il fuoco, nelle torce ballonzolanti, la falange aliena che ci sospingeva indietro. E li ho visti. Come ora vedo davanti ai miei occhi la dalla quale vi imploro di insorgere. Crude creature mollicce ma feroci. Le bocche indurite e enormi, zampe unghiute e palmate, mi hanno sfiorato stracciandomi il cappotto, il loro essudato dermico corrosivo e acido. I miei uomini cadevano e sparavano persino da terra, le carni stracciate. Dietro un gomito scavato nel sasso ci siamo aqquartierati, certi sarebbe stata la fine, ma gli anuri hanno rallentato la loro avanzata. I loro stessi cadaveri crivellati dai nostri proiettili li hanno rallentati, poi si sono fermati e hanno iniziato a retrocedere. Questo è ciò che vive là sotto”
(Cani Rabbiosi -Podcast-)