Uomini lupo

“Sono dappertutto!” Grido qualcuno, poi cadde a terra, l’arteria femorale recisa da una lama invisibile. Morì seduto poco dopo, senza proferir parola, la torcia accesa in grembo a ravvivare il fiume di sangue tra le gambe.

Rabbia raggiunse la cresta incitando i suoi. Due torce ancora si muovevano pochi metri sotto. Una esplose, il militare bestemmiò terrorizzato, qualcosa gli passò accanto, come uno spesso vento, il soldato rotolò affogato nel suo sangue.

“A me!” Versò il Maresciallo a corto di fiato “Uomini a me!” Ripetè, ma l’unica torcia in movimento lungo il declivio si spostava a destra e sinistra come fosse in mano ad un idiota. “Per di qua soldato!”

Un ululato irruppe alla destra di Rabbia, puntò il fucile nel buio, sparò tre colpi e guardò di nuovo in giù. L’ultima lampada era stata accecata. L’ululato tornò al galoppo del vento, alle sue spalle, Rabbia puntò la torcia, ma il baluginio dei fiocchi che avevano ripreso a cadere offuscavano la visuale a pochi centimetri.

 

(Uomini lupo -Racconto-)

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