Solstizio Marziano 2

Ci sono cose che si possono vedere solo al buio.

Con lo sguardo fiacco e avvilito, come di uno che passa le giornate a scardare della lana.

Rimasto lì, come un ramo a spincaglioni.

Dei diverticoli poco divertiti.

Come avesse appena finito di succhiare una caramella acida e fosse pronto a distruggere il Mondo.

Un occhio che sembra quello di un pesce, lasciato all’aria per giorni.

La testa di persone che funziona a diffrazione casuale, a geometria inversa. All’Idruro di Lantanio.

Non lo senti che è iniziata? E’ un mormorio.

Erano poi giorni, nei quali veniva buio presto, ma sera tardi.

È un mondo patetico, perché basato su principi patetici. È tutto impacchettato in un’idiozia lampante. Credo sia così da sempre. Credo sia una mannarizzazione della società che grava e incombe.

Funzionano le cose che funzionano. Funzionano da subito, in realtà, ma tutti se ne accorgono dopo tempo. Le cose che funzionano, funzionano se fanno quella cosa lì. Dal margine, dal bordo superiore, scivolano verso il centro.

È slegato abbandono nel vento, che scivola sull’esistenza, la vita stessa. Toponimo dialettale e visione misteriosa.

Limpido, come la piscia con i diuretici.

Uno che gli strinava sempre il brodo.

Settemila deportati, in catene. E il brodo continuava a strinare.

Solstizio Marziano 2 -Lettura-