Vinti e Ribelli

Siamo del colore del Crinale.

Piccole creature verdastre traballanti a un vento sincero, che spazza via tutto.

C’è una frontiera qua. Una colonizzazione che viene da là, oltre le vette a raggiera.

La realtà è condizione asfittica per l’uomo di qua, è un cappotto di lana mal cardata, lana schietta di pecora. Là, tessuto cricchiolante, plastica verniciata, ordita da mani aliene.

C’è un andare lento e ritmato qua. Frenesia sporca, maleodorante e corrotta, là.

Una inumazione nella natura che procede a balzelli, di stelo in stelo, tra le frasche.

C’è una distanza siderale tra qua e là.

Ma prima o dopo, verrà sera a casa di tutti.

Forse verrà un giorno, nel quale la cavalletta non si alzerà più.

O verrà un giorno nel quale Crinale, sarà sconcertante necessità.

O verrà un giorno, nel quale non ci sarà più futuro, per nessuno.

(Svarione)