26 Feb Acordacorta
I tre mossero in fila, tra ghippi e rivoni, drizzoni e macchie fitte.
Sarà rudellato, cascato o slisgato, parlarono a fiato corto in rotazione di astrologate. O se l’è mollata di là dal Passo, a coglioni pieni, le donne fan venire il latte alle ginocchia, la Delfa poi, ne ha già fatti scappare a via a via. A meno che non sia slisgato. Spaccata la testa. O troncato un femore, o cavato un occhio in un bocaro. Senza un occhio tornerebbe a casa, orbo, ma tornerebbe. Se ha piegato in là ci sono poi gli Schiocchi, se è cascato da lì, ti saluto. Facile che se l’è mollata, quella lì lo sfianca. Come tutte le donne. Basta che ti sfiancano, loro son contente. E poi, se fai delle mattate, se ti ribelli, se ne danno anche meraviglia. Che non sia slisgato in un fersino, in quelle coste lì c’è sempre umido, bagnato, l’acqua ci cresce, non si sta in piedi. Se l’è mollata. O è rudellato. Ma son due giorni. Così ragionavano i tre in marcia boscofitta.
(Acordacorta- racconto)