Fulminatti

L’altro giorno, per esempio, ero sempre lì che ascoltavo la radio, e Fulminatti, che ancora spiegava delle cose che lui diceva che son complicate da amatirci dietro. Che lui delle volte spiega delle cose che ci si intriga con tutti dei ragionamenti e delle rivoluzioni che la più parte delle volte, secondo me, non ci salta neanche fuori. Che va casa dalla radio e quando si affaccia sulla porta, sua moglie lo guarda e gli dice “Ecco fatto, ti sei intrigato un’altra volta?”

E lui, a testa bassa, siede al tavolo e inizia a mangiare con lo sguardo vilito, peggio di quelli che vanno di notte, senza un lume.

Allora Fulminatti, alla radio, si è messo a parlare di questa recente scoperta: le onde gravitazionali. Che più o meno è come se tutti i pianeti fossero sopra un tappeto steso in aria, e con il loro peso sto tappeto lo deformassero un po’ verso il basso, a volta giù insomma. E con i loro movimenti generano queste onde che son poi dei movimenti avanti e indietro di questo tessuto universale, un andare e venire, da qui a là. Così ha spiegato. E io ci ho pensato, e mi è venuto in mente che una volta, lì dalla piazzetta avevo visto una cosa che se la vedeva quello studioso lì poteva anche avanzarsi di tribolare come un matto con tutti quegli studi.

(Antenne -Letture-)