Gambazzi 3

Quando Gambazzi passava per il paese con il fuoristrada cassonato carico di attrezzi, tutti badavano a dove andava e poi scappavano da un’altra parte perché lì, dove c’era Gambazzi, sicuro che sarebbe capitato un malestro. Gambazzi si era offerto di cambiare il pluviale forato sul bordo del tetto della chiesa. Era arrivato con il fuoristrada impomato di zavagli, una scala e il pluviale nuovo legato sulla cappotta che strusciava in terra dietro il cassone. Si era arrampicato sulla scala fino al penultimo piolo e aveva sostituito la grondaia. Poi era picchiato giù, un colpo che mai. Gambazzi spiaccicato sul lastricato davanti la chiesa, troncato gamba spalla e cinque costole.

Gambazzi un giorno aveva venduto il fuoristrada cassonato e tutti gli attrezzi. Poi si era abbonato a una rivista di parole crociate. E fumava un pacchetto di sigarette al giorno. Un giorno Gambazzi stava aggiustando il frullatore della Catì, sua moglie, con un cacciavite a stella ci aveva cambiato la spina. Quando lo aveva acceso per provarlo, il frullatore aveva dato un colpo come una schioppettata e la luce era scattata in tutta la casa. Gambazzi era volato al tappeto mezzo folgorato.

Le pecore si contano a Maggio -Romanzo-