Il caseggiato

Liuzzi avanzò ancora, sparando dritto, negli occhi la febbre dell’assassino, Bela Fuente e Icaro lo seguivano ai lati. Giunsero al portone della casa, dai fori che lo trapassavano usciva un sottile fumo azzurrognolo, che il vento impennava e cancellava all’istante. Bela Fuente si fece avanti, ficcò il fucile nella fodera dietro le spalle e con le mani afferrò il portone semi distrutto, non sembrò sforzarsi granchè quando lo strappò via. Liuzzi e Icaro entrarono armi spianate, altri fecero irruzione accorrendo subito dopo. Gli spari cessarono di nuovo, poi si alzò qualche urlo di donna, il pianto di bambini,

In quel mondo inverso, fu come fossero scoppiati tuoni, ma i lampi tardassero ad arrivare. E in quella sospensione, Liuzzi e gli altri uscirono dalla casa con passo tranquillo, Van Da Mal a testa bassa, le mani legate, marciava tra loro.

(Sempre vinti sempre ribelli -Letture-)