26 Ott Lettera dalla bassitalia
C’era un musico, sulla via che porta alla cattedrale, dentro le mura aragonesi, un musico con chitarra e armonica a bocca, in disparte, una voce roca da sessanta sigarette al giorno. Quando sono passato suonava Walk in the wild side di Lou Reed. E sono rimasto lì a ascoltare, e poi, ho lasciato cadere un po’ di monete nella custodia della chitarra spalancata a terra, e lui ha attaccato Perfect Day ringraziando con un inchino della testa. E dopo la prima strofa, ho sentito un magone venire su, spingevo giù i piedi su quel marciapiede liso quasi oleoso, come volessi sprofondare, uno striccone alla gola, acqua negli occhi.
Ne avevano proposta una cover i Duran Duran, all’arena di Verona. E poi quel testa di cazzo si era buttato giù da un ponte. Un paio di anni dopo. Un amico, giù da un ponte, senza che nessuno ce lo spingesse. E io, non ho fatto niente per evitare che succedesse.
(Lettere dal Dietromondo -Romanzo)