Lucius Vanderjaght

 

Il quadrato è una forma che mi piace perché mi trasmette un senso di tranquillità, ordine e precisione. Per questo ho scelto di modellare la mia vita su di un quadrato. Io seduto nel mezzo che rimiro la perfezione che mi circonda, l’ordine che trasmette quella figura, la sicurezza di starmene là dentro, libero di gironzolare intorno ai quattro lati, di appoggiarmi con la schiena contro gli spigoli, di saltellare come un grillo nello spazio racchiuso da quei quattro confortevoli segmenti.

Così è la mia vita, centrata su quattro lati, quattro donne. Quattro femmine contemporaneamente.

La bigamia, al confronto dell’impostazione che ho dato alla mia esistenza sessuale, è robetta da asilo infantile.

Lo schieramento è stato sempre più o meno lo stesso. Una fidanzata ufficiale, un’amante fissa, un paio di tornanti, spesso fidanzate a loro volta, o addirittura sposate. Comunque due troppo impegnate per crearti problemi del tipo ‘ o ci vediamo stasera o pianto un casino’.

Le quattro dicevo, i quattro lati, temo che saranno le ultime quattro perché stavolta ho tirato troppo la corda e al contrario di quello che recita il vecchio detto, la corda si strapperà, ma non da un lato o dall’altro, mi esploderà in mano come una miccia che ha finito di bruciare innestata in un candelotto di dinamite, mi rimarranno in mano brandelli, piccole funicelle così corte da non potermele legare a un dito per tenermi un promemoria di quanto sono stato stupido, presuntuoso e… sessualmente vorace.

Lo schieramento è ancora il solito, un modulo che ho collaudato e perfezionato nel tempo. Ho impiegato anni a testarlo, l’allenatore di una nazionale di calcio farebbe la metà di fatica a mettere insieme ventidue elementi perché io devo selezionare e schierare ai quattro lati quattro vere fuoriclasse.

Penserete che sono un bastardo, un fedifrago, un immaturo e un insensibile. Ma so che potete fare di meglio, riuscirete a odiarmi, come fanno molti miei conoscenti, mi insultano a parole, sussurrando e spergiurando alla moglie che loro non potrebbero mai comportarsi in questo modo, poi, nel silenzio del bagno, tra gli amici intimi al bar, si lamenteranno invidiosi.

Un consiglio, spassionato, a tutti gli uomini, non provateci, non ci siete tagliati, svacchereste tutto prima ancora di cominciare. L’ho testato sui miei amici, tutte brave persone, una vita regolare, un piccolo difetto: non sono me.

 

(Come morire prima di aprire un negozio di surf -Romanzo-)