16 Feb Muscaria
Lettera a Trasatti su delle cose che possono essere
Può essere come dicono quelli lì, quelli che dicono che il monte Prampa galleggia su delle nuvole, che sta lì e baletta in cielo e te lo guardi d’in fondo a Secchia e non te ne dai neanche meraviglia, perché sai, lo sanno tutti, che in cima a Prampa, ci vive sta specie di società, club esclusivo, una cricca meglio, che sono gli Ossiuri. In vetta al Prampa, c’è la repubblica degli Ossiuri, che sono dei parassiti, ossiuri, appunto.
Può anche essere che al Costolo, preciso alla curva della Madonnina, proprio in mezzo, tiri un vento che non l’hanno mai misurato, ma quel vento lì, quando tira a tutta forza, ogni due, tre ventate, ci pianta un sospiro, un soffio che va a una velocità che neanche un uragano. Infatti un mattino che ancora doveva fare giorno, un omino veniva a piedi giù dal Costolo, e tirava un vento che mai, quel vento lì, e lui si era messo addosso tutto un gabano dalle spalle lo chiudeva giù fin sotto le ginocchia, alle caviglie anche, un gabano abbottonato stretto, per pararsi dal vento e possibili scrosci d’acqua. E st’omino, ficcato nel gabano a tubo tutto abbottonato, quando è stato in mezzo alla curva della Madonnina, sulla discesa del Costolo, ecco una ventata fuori controllo, un soffio spinto che gli è entrato sotto il gabano con una spinta che l’ha sparato in aria come un missile e poi trascinato in avanti. Fino al campanile, saranno trecento metri, in volo. E meno male che davanti al campanile c’era tirata una rete, e intanto che l’omino volava la ventata è calata, e lui ha perso quota, schiantandosi sulla rete, che si è tutta spiegazzata frenandolo. E così, l’ha potuta raccontare.
Può anche essere che esista la Bissabodara, che striscia nei pollai e ingogna uova e galline, senza pietà, prima i pennuti, poi pian piano un uovo dietro l’altro, che dicono è una biscia lunga anche dei metri, che se non ci si sta attenti, ai bambini piccoli, lei gli striscia accanto che loro neanche la vedono nell’erba alta e poi li fa sparire in un minuto.
Ma può anche essere che tutte ste cose non siano mica vere, che chi le ha viste o se le è immaginate, o siano state delle persone che come te, facevano quei potacci con l’acqua boiuta e la polvere grattugiata di quel fungo lì.
Lo vedi cosa succede con quegli intrugli lì, che te, faresti meglio a stare lì, in cima al paese, a suonare la chitarra, e gli intrugli ingognarteli te, magari prima dei concerti degli Antazzardar, che sarete anche bravi arabiti, ma si vede lontano un chilometro quando suonate, che c’avete le visioni.
(Lettera a Trasatti)