01 Apr Niente
Niente di più esaltante e rappacificante che il passar ore a scrutar esapodi indaffarati.
Niente salti di gioia quando un giorno, così quasi per caso o per sbaglio forse, scoverai un passaggio dimensionale in camera da letto. Lì, tra l’attaccapanni e il cesto delle calze, un passaggio dimensionale, ora ti ci devi ficcare dentro. E’ risaputo.
Niente altruismo, solo un concedere qualcosa alla benevolenza.
Niente da sbordigare in vista, quei giorni che ti svegli e hai come la sensazione che potresti capire tutto, anche il senso di tutto, quasi tenessi il cosmo per la coda.
Niente paura, gli scritti nel cassetto che ristagnano in attesa, un giorno qualcosa faranno, vivranno, si leggeranno, niente paura. Forse. Paura.
Niente armi contro la sopraffazione dilagante, il sopruso, la violenza psichica e l’asservimento morale alle quali ci sottopone il marcescente mondo globalizzante.
Niente stelle nella notte delle dipendenze, solo vapori, squarci di orrore, frattaglie di gioia, qualche incubo.
Niente potere nella pietà, chi si è trovato a fissare gli occhi una creatura morente ha provato grande pietà, profonda, a tratti insopportabile. Ma non ha influito minimamente sulla sorte del moribondo, nessun potere.
Niente di facile, o facilmente sopportabile quando ci si sveglia in una situazione d’animo nella quale grava più l’abbandono che la morte.
(Niente- racconto)