20 Feb Ragni
Eddy Mc Near.
Ho visto il primo ragno sullo stipite della porta di un bar, in Swanston street. Un lunedì.
La domenica notte avevo dormito a casa di mia zia, ma non ricordo come ci ero arrivato. Il mattino presto sono uscito dalla finestra del bagno e me la sono data prima che zio Reginald mi incrociasse e iniziasse con le sue tirate sulla vita e sul televisore misteriosamente scomparso.
Ho adocchiato il ragno appena ho appoggiato la mano sulla maniglia, un po’ sfuocato, come lo vedrebbe un miope, zampettava lesto e peloso risalendo lo stipite. Sono balzato all’indietro appena l’occhio ha rilevato l’insolito movimento all’altezza della mano. Ho guardato meglio ed era sparito. Dovrei chiedere a Doc se può essere un problema al campo visivo, o magari un ritorno di quella malattia che dicevano avevo da bambino: il disordine bipolare. Un malanno che ti fa vedere i miraggi, come quando fissi una striscia di asfalto arroventata dal sole.
Si finisce col vedere ragni. Lo so che è così, prima uno, poi un paio, e se non la fai finita, ti ritrovi a strillare con le coperte sulla testa in direzione di sciami di aracnidi che risalgono il letto come una marea pelosa.
(Come morie prima di aprire un negozio di surf- romanzo)