Razzi volanti 3

Funzionario- Così l’astronave è atterrata malamente.

Chiarone- Evè, un’altra abicigata di orto! Niente più carote, verze, il basilico! Quello di Savona, che mi aveva portato Pillo. Ma dio te manda, tutto un disastro, nasfrantumata, una stribiata che qua mi sa non ci si cava più niente di buono da sta terra avvelenata!

Funzionario- Lei si rende conto di ciò che mi sta raccontando? Di ciò che le è capitato?

Chiarone- Ma mi prendi per il culo?! Mi rendo conto?! Non vedi che malestro qua attorno? Mi rendo conto sì! Maiala schiffa. Mi rendo conto di che razza se mi rendo conto. E per non sbagliarmi io ci ho fatto anche il conto di sto disastro. Ecca qui! Alora: 150 mila lire per la terra che ci va riportata. Tre camionate ci vogliono buone, e dopo vanno anche rullate.

 

 

Funzionario- Rullate?

Chiarone- Sarà gioco, che se scaricano così la terra fa dei bazzoccoli che dopo auguri a lavorarla, se non la schiacci vai giù un ginocchio appena ci metti un piede.

Funzionario- Capisco.

Chiarone-Alora! Lasciami fare. Io dico, a occhio, 50 mila lire di verdura, e sto basso. Poi, il basilico di Savona, mi viene un nervoso a pensarci. Te lo sai cosa costa?

Funzionario- No. Non ne ho idea.

Chiarone- Ma io un’idea ce l’ho! Tremila lire la piantina, costa! Mi hanno apicigato dieci piantine! Con quel lamierone! Son 30 milalire, nò?

Funzionario- Sì, direi…… indubbiamente trentamila lire.

Chiarone- Poi! Spetta che mi balla un occhio e tribolo a leggere. Alora, il basilico… Ah! Quei due castagni lì.

Funzionario- Quelli lì? Sono secchi mi sembra.

Chiarone- Bravo! L’intelligente di Voghera.

Funzionario- Ma io non sono di Voghera.

Chiarone-E’ un modo di dire. Quei castagni lì, facevano che era un lavoro sperverso, al srodne castagne grosse così, da farci mondine e balucci, te neanche te lo immagini. E sono seccati perché quando hanno messo giù il piastrone gli hanno troncato le radici, e con quei fumi e queitremoni li hanno fatti crepare, dalla paura!

Funzionario- Castagni morti…… dalla paura?

Chiarone- E ta dai, l’intelligente di Voghera. Perché, te non l’hai mai sentita contare di una pianta che è morta da un colpo?! O dal dispiacere?!

Funzionario- Veramente, nò.

Chiarone-E alora si vede che invece di lavorare nel Parco faresti meglio a fare domanda da un’altra parte. Lo sanno anche i sassi che c’hai davanti a casa che le piante possono morire dallo spavento, dal dispiacere, o anche da un tocco che gli si inversa tutta la linfa dentro e muoiono lì secche stirlinchite,con la linfa tutta imbordigata che non sa se andare su o giù perché si è inversata da un tocco, come un cristiano, quando gli da un colpo. Chiaro?

Funzionario- Capisco……

Chiarone- Ma cosa vuoi capire, te.Ecca, schiffa maiala. 50 mila lire per quei castagni lì, direi che è un prezzo giusto. E qua c’è la lista. Insaccala su e via andare.

Funzionario– Mi scusi, lei non ha pensato di avvisare nessun altro per quelle navi volanti?

Chiarone-Vé! Atentovè! Occhio eh! Avvisare? Chi devo avvisare?! Siete il Parco voi?

Funzionario- Certo, io lo rappresento in qualità di funzionario.

Chiarone- E allora bisogna che mi rimettete a posto l’orto voi. Che siete il Parco. E qui è tutto Parco, così dite voi. Mica andare a cercare lana di cane. A scaricare a uno e all’altro. Tocca a voi!

Funzionario- Ma quelle creature che le hanno distrutto l’orto. Si rende conto?

Chiarone- Quelli lì?! Delle specie di biscioni gonfiati pieni di braccia, fanno schifo solo a vederli. Gentaglia che chissà da dove vengono, di là dal Passo sicuro. Se la sono mollata di furia, e si sono portati via anche il piastrone, l’avranno piegato in quattro e via. Banditi buon da niente. Che vanno in giro a sfrantumare gli orti della brava gente. Ma io ce li cavo! E voi, che siete il Parco, mi ripagate i danni, che quelli lì se la sono mollati nella scurita e dove li vado a ripescare io?

Funzionario- Guardi che quello che è accaduto potrebbe rivelarsi un fenomeno di portata planetaria.

Chiarone- ‘Scolta. Te ce l’hai l’indirizzo di quelli lì? Gli Sreen, quelli dei razzi volanti? Ce l’hai l’indirizzo di quei briganti che sono venuti qua, ascagacciare nel mio orto!?

Funzionario-Nò. Come posso avere il loro indirizzo?

Chiarone- Allora, l’indirizzo non ce l’hai. E me? Mi hai mai visto girotlare in casa tua?

Funzionario- Lei? In casa mia? Certo che no.

Chiarone- Bravo, allora vedrai che dietro l’uscio di casa tua, se ci guardi, una mia cagata non ce la trovi.

Funzionario- Non capisco cosa vuole dire.

Chiarone- Te, come quelli lì, gli Sreen, mi sa che c’avete un po’ la sindrome di Vaghi!

Funzionario- La sindrome di Vaghi?

Chiarone- Si capisce! La sindrome di Vaghi. Una volta era venuto in paese un geometra per fare delle misure. Il geometra Vaghi. E aveva preso alloggio dall’Alvirona, in fondo al paese. Allora lei gli aveva detto che la camera non aveva il bagno, ma se avesse avuto bisogno nottetempo avrebbe potuto usare la lanterna per andare a fare i suoi bisogni nella stalla. Ma quel Vaghi lì, la sera aveva mangiato come uno sfondo, e alla notte, dei dolori di pancia che mai, si era alzato e invece che uscire e andare nella stalla come gli aveva detto l’Alvirona, si era incughellato dietro la porta della camera e l’aveva mollata lì.

Funzionario- Dietro la porta?

Chiarone- Dietro l’uscio dell’Alvirona, nastreminata che mai!

Funzionario- Probabilmente stava troppo male e non ha fatto in tempo a uscire.

Chiarone- Un bel paio di balle! Quell’infingardo l’ha mollata dietro l’uscio al caldo perché era convinto di fare come gli pareva, in casa degli altri. La mattina dopo è uscito come niente fosse ed è andato a fare le sue misure. Ma mentre era lì a misurare, è arrivata l’Alvirona con un bastone e l’ha vernacchiato fino a che il bastone non si è troncato in due, e le valigie gliele ha buttate in fondo all’Ozola.

Funzionario- E io cosa centro con questa storia?

Chiarone- Te?! Te, come quei maleducati che mi hanno asfaltato l’orto, e quel Vaghi geometra lì, c’avete quel fare come se foste a casa vostra, come se poteste cagarmi dietro l’uscio di casa e andare via come niente fosse. Ecco cosa c’hai te! Adesso che hai preso su i fogli con i conti dei danni sei convinto di andartene via tranquillo e lasciarmi qui con sta bella merda fumante di orto stribiato!

Funzionario- Io sono qua perché lei ha richiesto un risarcimento danni al Parco.

Chiarone-Appunto! Alora ti tocca a te, ripagarmi del malestro. Senò, quando vi ripresentate in pese a dire il Parco qui, il Parco là, ve la spiego a penatate anche a voi come si snoda la mandragola di Chiarone!! E così ti passa tutto a un colpo la sindrome del geometra Vaghi!

Funzionario-Va bene, non si scaldi. Cercherò di fare il possibile, non so in che modo, ma cercherò. Vedrò di segnalare la sua richiesta ai nostri uffici di competenza.

Chiarone- La lista dei danni ce l’hai, atento a non perderla o fare vista di averla persa eh!? Adessa andare, passi lunghi e ben distesi!

Funzionario- Arrivederci.

Chiarone-Seearvedse. Torna quando ti chiamo io. Che ho già visto che anche te, d’un buon da niente. Stai lì a scaricare le colpe, fai finta di niente. Eh se lo ripagate l’orto, garantito al limone che lo ripagate. Ve lo do io il Parco, tabellare avanti e indietro e poi, questione di poche lire, e fate i sordi, lasciare così la gente alla ventera, in mano a dei banditi.Buoni da niente che non siete altro.

Chiarone- Oh! Intelligentone di Voghera!

Funzionario-Dica.

Chiarone- In che mese siamo?

Funzionario- Ottobre

 

 

 

 

Chiarone- Occhio perché a Cà dla Cantonada el peggre les contni a Magg.

Funzionario- Come dice?

Chiarone- Le pecore, a casa mia, si contano a Maggio! Maiala laddra. Andare a sta primavera bisogna che l’orto sia in ordine. Altrimenti vè! Vengo giù io, dove c’avete quegli uffici. Dopo vediamo come va a finire. Ce ne viene una gamba! Occhio eh?!

Funzionario- Va bene. Mi scusi, signor Chiarone. Ma lei, ci crede agli alieni?

Chiarone- Agli alieni? Ma ti sembro uno che crede a delle traplate del genere ??!Cosa vuoi alienare!! Maiala impestata, non mi hanno mica allevato a granone a me!

Funzionario- Ma, da quello che mi ha raccontato, si direbbe che quelle creature che le hanno distrutto l’orto provengano da un altro pianeta.

Chiarone- Lo sai cosa bisognerebbe farti a te?! A te bisognerebbe farti un manico, per capire da che parte prenderti. Ma la vuoi intendere o nò che te devi tornare a volta giù, negli uffici dove c’avete i soldi, e quando rifai la via a venire a su, ci devi venire con i miei soldi in tasca, senza tante bagagliate in mezzo. Qui c’è l’orto da rimettere a posto! Eadessa,andate a cagare dietro l’uscio di casa vostra, te, e gli alieni!!

(Dialogo tra Chiarone da Cà dla Cantonada e un funzionario dell’ente Parco -Letture-)