Rotiglio

Quando Rotiglio da Cà di Svanèe tornò in paese, ne parlarono per un pezzo. Di quello che aveva fatto là. Di come avesse potuto farlo, se lo avesse fatto per davvero. Perché invece che andare a lavorare nelle ferrovie, avesse fatto quello che aveva fatto. Piantare lì sua moglie, la Manara, due figli piccoli da allevare. Andare fin là da fare, andare per fare, tutto quel da fare per andare.

Poi rimasero solo echi di storie scalze, nei bar del paese. Mormorii, teste scosse, sorrisi ammiccanti. Poco altro.

Centoventidue anni dopo, un baule, una storia dentro stampata in un libretto, vecchie foto. Indosso l’universo pastrano. Volo, leggo, e reggo.

Parole accostate, pressochè intonate. Ciò che resta di un animo montano, selvatico.

Ci verrà fuori un cortometraggio da questa cosa.

Ci verrà fuori di sicuro.

Quando avremo capito perché.

 

(Grafton e altri posti di merda degli Stati Uniti d’America- Letture)