14 Mar Film
Lettera su quel film, di quel regista nero
Poi c’è da darsi meraviglia se tiro delle file di maledissa, se le scrivo anche. C’era quel film lì, di quel regista nero, con quell’attore bianco.
L’abbiamo guardato io e Nibbio una sera che è passato a trovarmi, ma vigliacca se mi ricordo il titolo.
Allora quell’attore bianco deve andare in prigione, e il film racconta della sua ultima giornata da uomo libero. E quando il mattino dopo l’attore bianco sale in macchina del padre che lo porterà alla prigione, tanto che attraversano la città, l’attore guarda fuori dal finestrino e si mette a mandare a dar via il culo e maledire un po’ tutto e tutti: la gente, le minoranze etniche, la politica, il sistema, e avanti così tutto il viaggio.
Ci ho pensato un bel pezzo dopo che l’ho visto, ci ho pensato. E stamattina sono stato su da letto e mi sono detto che quello lì, l’attore, in realtà non mandava dei maledissa alla società e tutte le sue sfaccettature, ma insultava il suo appiattimento, della società. Perché è risaputo che il tempo è un cerchio piatto, e la vita stessa è un cerchio piatto, e al giorno d’oggi, anche la società tende ad appiattirsi. La società tende sempre più a giudicare malsano tutto ciò che non tende all’appiattimento. Come se per potersi perpetuare, una società moderna debba tendere allo schiacciamento, senza smottamenti, senza picchi, né voragini. Una totale compressione di se stessa, realizzata da uno svuotamento e spappolamento degli esseri umani che la compongono. Tutto per arrivare a produrre una pappetta semiliquida e viscida nella quale la società può assottigliarsi.
Allora mi sono detto che quello che sta succedendo qua, da un altro punto di vista, è frutto di questo appiattimento, costante e inesorabile, per cui la società stessa genera queste anomalie, per cui la società stessa secerne la procedura per disfarsi e azzittire le anomalie, perché l’appiattimento spadroneggi. Perché tutto venga visto in un’ottica piatta, bidimensionale.
Secondo me, in tutta quella sfilza di maledissa che quell’attore bianco ha sravoiato tanto che andavano verso la galera, c’è sto fatto qua, e forse, anche in tutti i maledissa che mi saltano in testa a me.
(Carta da culo- Romanzo)