Il Cane

Il Cane depose a terra il fucile. “Sono stanco di combattere” disse abbassando la testa. Si tolse il cappello di lana e il cappottaccio buttandoli sul fucile.

“Sono stanco anche io” Mi accorsi che stringevo ancora in mano la pistola.

“Perché tutto questo?” Chiese il Cane con lo sguardo incerto di uno che si è appena svegliato da un incubo.

“La rabbia ci ha infettati” Riuscii a mormorare “Viviamo in un mondo di rabbia”

“Che razza di mondo…” Disse scrollando la testa, poi fissò il vuoto sotto i nostri piedi .

“Un mondo assoluto ed ordinato” fu quello che mi venne da dire “I morti sotto, i vivi sopra e noi……nel mezzo”

Il Cane mi guardò negli occhi con la profondità che solo un animale può esprimere. Mosse un passo di lato, verso il crepaccio. “E’ finita” disse e mi pare di ricordare che sorrise o forse così mi piace pensare. I partigiani si davano voce nei boschi sotto di noi.

Abbracciai il Cane, poi lo lasciai “E’ finita per la pattuglia dei cani rabbiosi “ gli sorrisi a mia volta, gli occhi mi si riempirono di lacrime.

“I morti sotto. I vivi sopra. Noi nel mezzo.” Il Cane si lasciò cadere nel baratro, lento, come stesse sdraiandosi su un letto.

Mi hanno raggiunto. Li sento correre tra i faggi, stringono il cerchio sul Sergente dei cani rabbiosi.

Vergo queste ultime frasi prima di abbandonare il diario accanto ai cappotti e alle armi.

Siamo stati la più rabbiosa formazione irregolare che abbia dominato queste montagne. Dopo di noi ci sarà un mondo davvero assoluto ed ordinato.

Ora, è tempo di finire……di precipitare.

(Pattuglia cani rabbiosi- Racconto-)