04 Mar Il proiettile
Il proiettile schizzò fuori dalla mitragliatrice alla velocità di trenta metri al secondo , trafisse l’aria, altri proiettili dietro di lui, la scia incandescente di quelli che lo avevano preceduto. Ci fu l’impatto, le carni dilaniate e cauterizzate, poi più niente.
L’uomo colpito, un cavaliere italiano, nome di battaglia Voiro, venne sbalzato dalla cavalcatura per il contraccolpo. Il cavallo proseguì alcuni metri al galoppo, privo di guida, si impennò, mentre tutto attorno fischiavano gli spari, fece dietrofront andando ad annusare il padrone riverso nella pianura.
Voiro percepì la botta, le redini gli sfuggirono di mano, come se il cavallo gli fosse scivolato via da sotto. Una volta sbattuto a terra provò un bruciante senso di calore allo stomaco e perdette conoscenza.
Giunse al galoppo un commilitone, il caporale Voiro a terra, il cavallo a fianco con gli occhi e le nari dilatate per la paura e il puzzo di morte guerresca che aleggiava. Nel fragore della battaglia il soldato si avvicinò al caporale ferito, lo sollevò e lo mise in qualche modo a cavallo, colpì l’animale con un colpo di piatto della spada. Il cavallo sparì tra il fumo delle deflagrazioni diretto alle retrovie.
(Il proiettile- racconto)