Teatrino in economia

Fulminatti alla radio, a L’ora della scienza, stava lì a spiegare delle tarabescate sul genere umano, gli uomini le donne, la perfetta e complessa macchina del corpo umano. Mah, per come la vedo io, già, far solo uomini e donne, che un uomo è obbligato a andare con una donna perché altra scelta non esiste, già quello lì, secondo me, vuol dire che le cose son state fatte un po’ in fretta. Però. Va bene, se è andata così, non voglio mica stare qua a sindacare. Va bene anche che dicono che due guerci son meglio di un orbo, mica intendo che allora andavano fatte le persone con tre occhi, così uno era di riserva. Però l’altro giorno è successo che la Minghina da Cà di Sèrt, si è seduta davanti a casa con una brancata di nocciole, e trick e track le troncava con lo schiaccianoci e le mangiava. Mica vero che dopo un po’ una nocciola, forse intera, perché con le gengive tribola a troncarle, gli è andata di traverso. Ormai affoga lì davanti a casa e ci rimane secca. Allora mi è venuto in mente, voglio dire, ma quando han fatto tutto l’impianto dentro le persone, dico io, dovevano fare economia di tubi? Non si poteva fare due vie diverse: una che ci passa il mangiare e il bere e una che ci passa l’aria? Così la gente avanza di strangozzarsi e soffocarsi davanti a casa, saranno poi due tubi dell’otto, dieci al massimo, voglio dire. Non pretendo mica che ci arrivi Fulminatti a capirla, ma, due tubi, va bè la fretta, non è che si andava in rovina.

(L’incantatrice di vermi –Romanzo-)

 

 

Tags:
,