Mi viene un senso di agonia, delle volte, addosso. Uno strazio, una commozione, un vuoto grave dentro, nelle cavità. Che sfondate dal peso collassano e si auto ingoiano, poi rigurgitano un vuoto ancora...
“Ero un uomo in fuga, un fanatico di una carogna, un uomo che scarpona nella neve, avanza e delira in una pianura sconfinata. Un passo dietro l’altro, una morte via l’altra, non c’è...
“…colonizzati, sopra e sotto la terra, colonizzati anche i vermi, scalzati dal loro mondo cieco e attero. Non c’è margine di mediazione, le popolazioni di crinale spinte a una deriva lenta e inesorabile....
Ero lì che scancheravo con Dj Nibbio, lui mescolava dei dischi, piano, forte, piano, forte, un po’ più piano, un po’ più forte. Tutto un zigozago con leve e manette. Mette sta canzone...
E alora?
Ma a son stracc d’astar astà un che d’astass on s’asetta
on s’asetta e on se vela star.
Posible astar astè quei chin s’asetni gnanc astai?
Astar astè
La genta che d’astass in nan un vers
astar...
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