“Ricordo, nella fuga precipitosa, l’occhio ai monti che bramavo. Un camion, tra le crepe della baracca lo spio saltellare su prati gelidi, fuori dalla pista, diretto qua, lamine di fumo azzurrognolo lo seguono,...
“… così siamo, colonizzati, sopra e sotto la terra, colonizzati anche i vermi, scalzati dal loro mondo cieco e attero. Non c’è margine di mediazione, le popolazioni di crinale spinte a una deriva...
Mi viene un senso di agonia, delle volte, addosso. Uno strazio, una commozione, un vuoto grave dentro, nelle cavità. Che sfondate dal peso collassano e si auto ingoiano, poi rigurgitano un vuoto ancora...
“Ero un uomo in fuga, un fanatico di una carogna, un uomo che scarpona nella neve, avanza e delira in una pianura sconfinata. Un passo dietro l’altro, una morte via l’altra, non c’è...
“…colonizzati, sopra e sotto la terra, colonizzati anche i vermi, scalzati dal loro mondo cieco e attero. Non c’è margine di mediazione, le popolazioni di crinale spinte a una deriva lenta e inesorabile....
Ero lì che scancheravo con Dj Nibbio, lui mescolava dei dischi, piano, forte, piano, forte, un po’ più piano, un po’ più forte. Tutto un zigozago con leve e manette. Mette sta canzone...
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