“…colonizzati, sopra e sotto la terra, colonizzati anche i vermi, scalzati dal loro mondo cieco e attero. Non c’è margine di mediazione, le popolazioni di crinale spinte a una deriva lenta e inesorabile....
Ero lì che scancheravo con Dj Nibbio, lui mescolava dei dischi, piano, forte, piano, forte, un po’ più piano, un po’ più forte. Tutto un zigozago con leve e manette. Mette sta canzone...
E alora?
Ma a son stracc d’astar astà un che d’astass on s’asetta
on s’asetta e on se vela star.
Posible astar astè quei chin s’asetni gnanc astai?
Astar astè
La genta che d’astass in nan un vers
astar...
Am dag maravìia
ten capiss vitta
tn’adrev la testa
ten sent vitta
E mà? Am dag maravìia
Chet gir senza vgnir abicigada
chet sia ancora lì
cot nin veggna sempre a tà
et ridd cme na semma
t’amaniss con di stressc
inanz e...
Avanzarono strisciando sotto le frasche, nel fogliame umidiccio e slisgoso. E venne l’ora degli scricchiolii.
“Maledissa che drizzone” Sbuffò Sidamo.
“Dai che siamo in cima.” Topacega arrancava un metro sopra, nell’orba salita come parete muraria...
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