Dialetto, diletto, idioletto. Non so mica da dove saltano fuori certi suoni, che quando lo parli, stretto e arcaico, se lo sai parlare, sembra qualcosa come una specie di lingua del nord europa,...
Fulminatti alla radio, a L’ora della scienza, stava lì a spiegare delle tarabescate sul genere umano, gli uomini le donne, la perfetta e complessa macchina del corpo umano. Mah, per come la vedo...
Quando poi smonti dopo otto-nove ore da un apparecchio. Che sei stato accatastato lì, ringricciato e strizzato sul sedile, svolappiando sopra l’Oceano anche, tutto uno sballottamento, un rambazzo che mai.
Quando smonti e raccatti...
La guerra è finita. Disse, bevve e rabboccò il bicchiere, si arrotolò una sigaretta e la fumò squadrando le sedie vuote attorno al tavolo.
Salì la scala in legno e rovistò a lungo nell’armadio...
Nello sparlottare sconnesso di alcune persone, spesso si può intravedere l’inutilità della parola quando utilizzata come frammentario discorrere, come aggettivatura del niente, come intercalare del vuoto che spaventa. Discorsi buttati lì come croste...
Squillò il telefono, una, due volte, Firpo guardò l’orologio: le dieci meno venti.
“Pronto.”
“Firpo.”
“Per forza.”
“Sono Zomme.”
“Lo so. Che è successo?”
“Sai già…”
“Nò.”
“E allora come…”
“A casa mi si pranza a mezzogiorno, si cena alle sette. Se...
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